martedì 30 maggio 2017

TECNICA DI CORSA IN SALITA


Partiamo da due considerazioni che stanno alla base degli schemi motori che siamo soliti chiamare CORSA e CAMMINATA.

Primo noi uomini, come gli altri animali, abbamo evoluto gli Schemi Motori Primari per ottimizzare il rapporto tra sforzo e prestazione.

Secondo Le differenze tra camminata e corsa sono molteplici, ma quella fondamentale, quella che determina la maggior parte delle altre differenze è la Fase di volo.

Tenendo ben presente questi due presupposti dobbiamo porre attenzione ad un fatto innegabile; e cioè che a parità di spinta, nella corsa in salita, la fase di volo è molto ridotta rispetto alla corsa in piano; e questo per un mero fatto geometrico. Partendo, per esempio, con il piede destro da un detrminato punto, se il terreno è in salita il piede sinistro prenderà contatto con il suolo molto prima che non se il terreno fosse in piano.



Diminuendo l’ampiezza della fase di volo, per evitare di sprecare risorse energetiche (Primo Punto) lo schema motorio della corsa degrada inevitabilmente verso quello della camminata. Questo spiega perchè tutti i corridori, in salita, tendono a diminuire la frequenza dei passi, e visto che gli appoggi si alternano con minore frequenza non c’è necessità di accorciare eccessivamente la leva della gamba; per questo motivo i piedi saliranno meno verso i glutei in fase di recupero.







Visto che la fase di volo è molto breve, se mettessi i pedi a terra sotto il baricentro di fatto mi muoverei pochissimo quindi in salita i piedi prendono contatto con il suolo davanti rispetto al bacino. Questo determina una automatica flessione in avanti del busto per riportare quanto prima il baricentro sopra il punto di contatto a terra per poter spingere il passo successivo.

Possiamo quindi affermare che, in salita si adotta uno schema motorio di corsa che man mano che la pendenza aumenta degrada inevitabilmente verso la camminata.

A conferma di quanto detto, basta pensare al fatto che, con l’aumentare della pendenza, la fase di volo diventa talmente ridotta e talmente dispendiosa da risultare non solo inutile, ma perfino dannosa! Questo ci induce, come tutti ben sapete, a smettere di correre ed a cominciare a camminare.

Questa necessaria introduzione di carattere tecnico, ci permette di fare alcune considerazioni:

1- Alcuni elementi che, nella corsa in piano cosideriamo degli errori (basse frequenze di passo, minimo richiamo del piede e busto inclinato in avanti) sono invece degli espedienti che naturalmente adottiamo per rendere la corsa in salita meno dispendiosa e per concentrare la maggior parte delle nostre energie nell’unica cosa che veramente conta, spingere in alto il baricentro per salire.

2- il modo in cui corriamo è strettamente legato all’intensità della pendenza, quindi rispetto alla corsa in piano su salite moderate sia la fase di volo che la frequenza diminuiranno poco, mentre su quelle ripide queste caleranno considerevolmente fino al punto di braek, dove smetteremo di correre per passare alla camminata.

Scopo dell’allenamento specifico per la salita sarà quindi duplice, migliorare sia la corsa ma anche la camminata in quanto i due schemi motori implicano un diverso utilizzo dei gruppi muscolari dell’arto inferiore. Due spetti comunque importanti sono l’aumento della forza e aumento delle resistenza ad elevate quantità di lattato in quanto, in salita, sviluppiamo un lavoro anaerobico con produzione di lattato e con elevato impegno cardio respiratorio. Nella corsa in salita sarà più avvantaggiato l’atleta che sopporta elevate concentrazioni di lattato. Questo spiega perchè molti atleti che hanno solo allenamento nella corsa in piano si trovano spesso in difficoltà nella corsa in salita. Loro possono anche essere molto allenati ad un lavoro aerobico mentre sono poco avvezzi a sopportare le alte concentrazioni di lattato e le alte frequenze cardio respiratorie tipiche del lavoro anaerobico.

Il mio consiglio è quello di basare gli allenamenti in salita sulla variazione dei ritmi alternando tratti brevi di corsa con tratti brevissimi di corsa veloce e tratti di recupero camminando; senza però tralasciare delle sedute di preparazione atletica specifiche per forza e potenza.






martedì 23 maggio 2017

KILIAN JORNET BURGADA HA CONQUISTATO L’EVEREST, MA NON IL RECORD AL QUALE PUNTAVA



Kilian Jornet Burgada ha conquistato l’Everest, ma non il record al quale puntava.
Il trentenne skyrunner catalano ha raggiunto la cima della montagna più alta della terra  (8.848 metri) senza l’aiuto di ossigeno e corde fisse intorno alla mezzanotte del 21 maggio (22 maggio, ora locale), in 26 ore circa.

Lo ha fatto scalando la parete nord, seguendo la via tradizionale e partendo dal campo base fissato a 5.100 metri, accanto all’antico monastero Rombuk, il 20 maggio alle 22 ora locale. L’atleta è rientrato al Campo Base Avanzato (6.500 metri), 12 ore più tardi. Il record, quindi, rimane a Marc Batard, che il 26 settembre del 1988 aveva scalato l’Everest, lungo la parete sud, senza ossigeno, in solitaria, in 22 ore e 29 minuti.


“Fino ai 7.700 metri sono stato bene e procedevo secondo i piani - ha spiegato – ma poi ho iniziato ad aver mal di stomaco, credo per un virus intestinale. Da lì in poi ho dovuto rallentare e fermarmi spesso per recuperare. Nonostante tutto, sono arrivato in cima a mezzanotte.

Anche se non è riuscito a completare l'obiettivo che si era prefissato, rimane comunque l'atleta più forte in assoluto nel mondo del Trail Running e del Mountain Running.

Grande kilian!!!!




lunedì 22 maggio 2017

GRAN RAID PREALPI VENETE, L’ESPERIENZA INSEGNA



Bella gara questo Gran Raid, l’edizione 2017 per me è la terza. Il percorso è di quelli tosti, 70 e rotti Km per 4500 e rotti metri di dislivello positivo, tutti su e giù lungo la linea di cresta delle Prealpi Venete, tutto d’un fiato da Segusino fino al Lago Morto a Vittorio Veneto.

Quest’anno le previsioni meteo non sono delle migliori, già durante il tragitto in macchina ci si presenta davanti un bel fronte temporalesco che minaccia pioggia a go go!!!

Ma come dico sempre…. siamo qua per correre e non per smacchiare il collo alle giraffe, quindi ore 7 pronti via!!!

Siamo il soliti tre…. si quelli del motto “basta gare lunghe”, io, Massi e Alberto, oggi però decisi a fare ogni uno la propria gara.

All’inizio il meteo è abbastanza clemente, tanto che il sole ogni tanto si fa anche vedere timidamente, la visibilità è discreta tanto che in lontananza si intravede la cima del Visentin con le sue antenne…. Tanto in lontananza, una lontananza da farti partire immediatamente una serie di imprecazioni legate al fatto che, come sempre, torni a chiederti…. che caxxo ci faccio qua, non potevo starmene in divano a guardare la televisione…. ma ovviamente “basta gare lunghe”!!! Comunque si va, si continua a salire e scendere, salire e scendere, finchè ecco il primo ristoro, poco sotto il Monte Cesen, dove mi raggiunge Alberto!!!

Breve pausa e si riparte subito, senza pietà…. oggi si fa gara, gara tirata…. che balla!!! Tutto va alla grande, poco prima del Passo Praderadego ci superano due dolci donzelle con buona andatura, e qua scatta l’impeto del “maschio dominante”…. vaii in discesa a manetta ad inseguirle.... si perché per stargli dietro loro andavano allegre, mentre io ero alla canna del gas…. alla faccia del “maschio dominante”!!!

E il viaggio continua, un altro ristoro superato, un’altra tacca della lunga cavalcata per creste segnata…. e così proseguiamo ormai insieme, io ed Alberto…. Massi per il momento non si vede ma è l’uomo dalle mille risorse, il “Caterpillar” del trail running!!!

Tutto va per il meglio, ma le previsioni l’avevano preannunciato…. possibili temporali e rovesci sulle Prealpi, brusco calo delle temperature…. e infatti più o meno al 45° Km, dopo innumerevoli tuoni che risuonavano in lontananza, eccolo!!! Un bel diluvio…. acqua alla grande!!! Immediatamente tutto diventa più difficile… ma oggi non vogliamo farci mancare niente e così, visto che il percorso va quasi sempre in cresta, vuoi non aggiungere un bel po’ di vento…. si quelle belle raffiche che ti provocano l’effetto “wind chill” e ti ghiacciano fino alle ossa.

Al ristoro di Casera Sonego, poco meno di 50 Km andati sotto alle suole, cambio maglia, indosso tutto il materiale obbligatorio che ho nello zaino e si riparte…. ma sto caxxo di vento non vuole darci tregua!!! Però ormai il Visentin è sempre più vicino… mitico Visentin, l’ultima salita dura ancora da fare…. l’incubo del Gran Raid…. 600 m di dislivello in più o meno 2 Km di salita bella verticale!!!

Si sale, si sale e si sale ancora…. le antenne in cima sembrano irraggiungibili…. ad ogni passo sembrano allontanarsi, non ti resta altro che tenere lo sguardo basso e spingere un passo dopo l’altro, sperando che sto calvario finisca presto.

Ogni tanto il pensiero va sui primi, i top runners, che sicuramente a quest’ora saranno già alla terza birra dopo la doccia…. he si!!! Questa è la vita di noi tapascioni!!!

Però non si molla un caxxo…. e dopo innumerevoli impropri che per rispetto non metto nero su bianco…. siamo in cima!!!

Ristoro, volontari GRANDISSIMI COME SEMPRE!!! Ingurgito velocemente un quantitativo smisurato di pane e salame e pane e formaggio…. non so come ho fatto a resistere all’offerta di un bel bicchiere di prosecco!!! Molto probabilmente solo per il fatto che ero quasi in ipotermia!!!

Ripartiamo veloci, ormai manca poco… manca la bella discesetta tra prati erbosi e sentiero verticale nel bosco…. Proprio “simpatica” quando ti sei già sparato più di 60 Km di saliscendi….. tanto più simpatica dopo il bel temporale…. proprio una goduria!!!

Ma l’odore del gonfiabile dell’arrivo ci fa scendere senza tanti formalismi!!! L’unico punto a favore, ci siamo tolti dalle palle il vento…. siamo sul versante al riparo e riesco un po’ alla volta a riprendermi dallo stato di assideramento!!!

Scesi ormai al lago facciamo il solito giretto…. non ho ancora fatto una gara dove ti piazzano il gonfiabile alla fine dell’ultima discesa…. e chiudiamo questo Gran Raid che ricorderò per parecchio…. ricorderò perché ho sottovalutato le previsioni meteo e, sebbene avessi tutto il materiale obbligatorio, non ho portato sufficiente vestiario caldo e, soprattutto, non ho portato i copripantaloni…. e il vento sa veramente metterti in difficoltà!!!

È proprio vero… l’esperienza insegna!!!

Comunque dopo tutto, la gara è stata fantastica, l’organizzazione al TOP e ho vinto pure la lotteria!!! Cosa vuoi di più dalla vita!!!

Na bella birra gelata!!!



Massimo Marini



sabato 6 maggio 2017

13 Maggio 2017 - 2° Mini Trail Forte Gazzera

Manca una settimana esatta alla seconda edizione del Mini Trail a Forte Gazzera, organizzato da A.S.D. Amatori Atletica Chirignago.
La manifestazione fa parte del circuito MiniTrail ed è dedicata ai bambini (ma anche i genitori sono i benvenuti!)
Il ritrovo è per Sabato 13 Maggio alle 15.30, la corsa partirà alle 16.00 e sarà totalmente gratuita, non serve iscriversi, non serve il certificato, serve solo tanta voglia di divertirsi.
All'arrivo (dopo 1, 2 o 3 giri da 1 km) i bambini troveranno le speciali medaglie fatte apposta per l'occasione dai ragazzi dei Ceis di Treviso, un ristorno sano e naturale in collaborazione con  Alleanza Coop e freschi yogurt offerti da Lattebusche.
Il percorso sarà segnalato e presidiato e sarà comunque presente un mezzo della Croce Verde di Mestre.
Vi aspettiamo numerosi, dai che 'ndemo!



martedì 2 maggio 2017

UELI STECK - THE SWISS MACHINE



Ho lasciato decantare un po', si dice che il tempo rimargina le ferite, ma non riesco ancora a credere che quello che reputo uno dei più Grandi Interpreti dell'alpinismo moderno non ci farà più sognare con le sue epiche imprese. Salite memorabili, completamente in libera, su vie estremamente difficili, che sembravano azzerate dalla leggerezza di una progressione continua e veloce.... si veloce!!! perchè Ueli aveva impostato il suo vivere l'alpinismo sulla velocità, aveva addirittura coniato il termine "speed climbing" per dare un nome al Suo stile di vita. Sulla Sua Montagna di casa l'Eiger aveva frantumato ogni record di ascensione, vederlo muoversi con tanta facilità su pareti, che hanno segnato la storia dell'Alpinismo, pareti che fanno gelare il sangue per la verticalità e la difficoltà dei passaggi estremi, era proprio uno spasso.
Ueli è uscito di scena durante un allenamento di acclimatazione, mentre affrontava la via di salita al Nuptse.
Credo non serva aggiungere altre parole per descrivere il vuoto che ha lasciato Ueli, meglio ricordarlo con queste immagini che non serve commentare!!!